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18/12/2020

Campionato di Dragon Ball FighterZ: DBFZ ha riportato in auge i picchiaduro anime in Giappone

Il Campionato nazionale di DRAGON BALL FighterZ è un campionato a inviti 1 contro 1. Per questa prima edizione abbiamo selezionato 5 campionati delle seguenti nazioni: Francia, Spagna, Giappone, Stati Uniti (EST) e Stati Uniti (OVEST).
Tutti i tornei saranno trasmessi in diretta su Twitch e sul canale eSport di BANDAI NAMCO su YouTube. Per tutte le notizie sui giochi di Dragon Ball, invece, puoi cliccare qui!

 

A questo torneo parteciperanno sia i grandi campioni che in passato si sono esibiti nel DRAGON BALL FighterZ World Tour 2018-2019 sia le nuove promesse che si sono distinte nei propri tornei nazionali.

 

Oggi concentriamoci sul Giappone!

 

Date un'occhiata anche alle presentazioni degli altri team:

 

Il Giappone è noto da tempo come la mecca dei videogiochi. Ci ha regalato i grandi nomi e i personaggi che tutti noi amiamo. Ovviamente, per l'intera community dei giochi di combattimento è anche il campo di battaglia più duro al mondo. E per i giocatori giapponesi? Per loro è soltanto casa. La cultura dei giochi di combattimento è nata nell'era delle sale giochi, i primi luoghi in cui tutti potevano giocare ai videogiochi. Estremamente popolari in Giappone, erano accessibili e in un certo senso rappresentavano un terreno neutrale in cui tutto era possibile. Il che significava che dopo la scuola si potevano trovare ragazzi impegnati a divertirsi con gli amici, mentre ore dopo i lavoratori arrabbiati avrebbero trascorso tutta la serata a giocare e a riempire i posacenere. E mentre il genere diventava sempre più popolare, le Taito Game Station e i Club Sega trovavano un nuovo scopo. Alcune sale giochi, come la Mikado di Tokyo, iniziarono a specializzarsi nei giochi di combattimento organizzando tornei per decretare il miglior giocatore. E poi la miglior squadra. La migliore città. La migliore regione.

 

Grazie alla mentalità imprenditoriale del Giappone, la cultura dei giochi di combattimento divenne una cosa a sé. Ovviamente, gli sviluppatori stessi vollero organizzare degli eventi. Ma realtà più piccole, come le competizioni del Tougeki o il Nagoya Street Battle, venivano organizzate regolarmente dalla community stessa. Anziché tenere per sé le scoperte nella speranza di cogliere di sorpresa gli avversari, come accade spesso in Occidente, i giocatori giapponesi hanno condiviso le loro conoscenze piuttosto apertamente. In Giappone, infatti, l'interesse della comunità viene prima di tutto. L'aspetto che alcuni occidentali possono interpretare come una debolezza è in realtà la loro più grande forza: persino prima dell'avvento di internet, il Giappone era leader nel campo dell'informazione. Da una cornucopia di tornei e dalla libera condivisione delle tecniche, i giocatori giapponesi diventarono i più preparati e informati al mondo. Alcuni di loro sono persino divenuti delle leggende, guadagnandosi il nome di "Le cinque divinità dei giochi di combattimento". Tutti conoscono e rispettano i loro nomi ancora oggi: Daigo, Tokido, Sako, Haitani e Nuki.

 

japon

 

Dal Giappone al mondo intero

 

Oggigiorno, i videogiochi si sono evoluti fino a diventare in qualche modo una pratica incentrata su internet. Anche se a un ritmo più lento di quello degli altri paesi, anche in Giappone le sale giochi stanno morendo. Ma i giochi di combattimento sono parte integrante della cultura videoludica giapponese, quindi la morte non era contemplata. I membri più anziani delle community di videogiocatori hanno assunto ruoli manageriali per trasformare l'intero scenario. I centri dedicati agli eSport hanno gradualmente rimpiazzato le sale giochi, e numerosi brand hanno iniziato a organizzare degli eventi, mentre i giocatori hanno continuato a incontrarsi per esercitarsi. Seguendo la tendenza globale, anche se con lieve ritardo, hanno cominciato a sfruttare piattaforme di streaming come Twitch o altre piattaforme nipponiche.

 

Ed è in questo scenario che si colloca l'uscita di Dragon Ball FighterZ nel mercato giapponese. Fu un momento propizio: il palcoscenico globale dei giochi di combattimento accolse un titolo proveniente dall'anime più noto al mondo. Ma anche se il Giappone è stato tardivo nell'includere Internet come parte della cultura videoludica, il paese è diventato in qualche modo uno dei leader degli eSport. Grazie anche alle imminenti Olimpiadi, il governo giapponese ha iniziato a regolamentare le competizioni e i giocatori hanno cominciato ad acquisire le licenze per poter praticare i videogiochi come un vero e proprio sport. Anche se questo movimento ha avuto un inizio non proprio idilliaco e necessita ancora di fare dei progressi dal punto di vista politico, il suo obiettivo è davvero ragguardevole: consentire con più facilità ai giocatori giapponesi di viaggiare in tutto il mondo rappresentando la propria nazione grazie alle loro abilità.

 

Non pensiate però che le classifiche nazionali siano state messe da parte. Ogni settimana in Giappone, Jiyuna e il team ANIMEILLUMINATI tengono degli eventi chiamati Fighting Tuesdays al Red Bull Sphere di Tokyo. Qui, i migliori campioni e anche i neofiti sono i benvenuti per sfidarsi tra loro e migliorare le proprie abilità. Ma soprattutto, ogni cosa è accessibile all'intera community mondiale: Jiyuna si è fatto un nome come punto di riferimento per la prospettiva nipponica sui giochi di combattimento, e la cosa è ben evidente. Commenti alle notizie, interviste e giocatori internazionale che prendono parte agli scontri sono diventati ormai parte integrante dell'esperienza. Insomma, questa nuova tendenza è stata determinante per incentivare una mentalità più internazionale all'interno della community giapponese dei giochi di combattimento.

 

Non ci rimane altro che goderci i migliori giocatori che il Giappone ha da offrire, che di certo non mancano. Ma qual è la specificità di Dragon Ball FighterZ? Creare una piattaforma internazionale per i giocatori che fino ad allora erano più abituati alle sale giochi e ai titoli del proprio paese. È così che Goichi "GO1" Kishida, già noto come il "King of poverty games" è stato in grado di conquistare la fama che era chiaro meritasse da tempo. Shoji "Fenritti" Sho è il ragazzo che viene imitato da ogni giocatore al mondo, perché lui è il maestro del Tocco della morte (una combo che può uccidere un personaggio fin dall'inizio dello scontro). Le sue combo sono semplicemente impareggiabili. BNBBN, Maddo, B... vengono tutti dal mondo dei picchiaduro anime, e grazie a Dragon Ball FighterZ sono riusciti a farsi vedere sul palcoscenico internazionale. E su quello stesso palcoscenico, una nuova generazione inizia a emergere: nessuno, infatti, può negare il talento puro di Toru "Tachikawa" Tachikawa. E nemmeno la sua passione per i simulatori di appuntamenti.

 

 

© STEPHANIE "VEXANIE" LINDGREN

DRAGON BALL FIGHTERZ

Data di rilascio:
Descrizione:
DRAGON BALL FighterZ è nato da ciò che rende la serie DRAGON BALL così amato e famoso: spettacolari scontri senza fine con combattenti super potenti.
Piattaforme:
PS4
-
PC
-
Xbox One
-
Switch